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COVID 19 - UNA SERIE DI FILMATI DI VARIA UMANITÀ

Una piccola collezione di filmati estratti da YouTube. con una poliedrica visione dell'era di oggi.
Guardateli con pazienza. Tanto, restando a casa 24 ore su 24, non dovrebbero mancare tempo ed un minimo di concentrazione.
Nella remotissima ipotesi che quello che stiamo vivendo sia stato creato dall'uomo o, peggio ancora, manovrato per qualsivoglia fine ...... forse sarebbe opportuno almeno iniziare a pensarci.
È bello ed è cosa giusta, se non altro per istinto di sopravvivenza e per rispetto della sopravvivenza altrui, aderire con entusiasmo al #iorestoacasa.
Ma se mai molto di quanto si dice avesse un fondo di verità, almeno farsene un proprio pensiero e presa di coscienza.

Misure restrittive legate al COVID 19 e la Nuova Enologica Giavenese

Per alleviare i possibili disagi della propria clientela per la mancanza di prodotti che possono essere utili soprattutto in questi giorni di forzata permanenza nelle proprie abitazioni, la Nuova Enologica Giavenese ha istituito, per l'area della Valsangone, un servizio di consegna a domicilio.

Per informazioni contattare il numero:

chiama ora338 43 56 324
Furgone Consegne
Maurizio Menicucci

Covid 19 - un servizio del 2015, di Rai 3

Realizzato da Maurizio Menicucci, giornalista di indiscutibili serietà ed esperienza. E mandato in onda in "tempi non sospetti". Molto prima dell'epidemia/pandemia del CoronaVirus/Covid 19. Le affinità con quanto sta accadendo sono perlomeno imbarazzanti anche se oggi si possono reperire sul web moltissime (anche autorevoli) smentite a qualsiasi ipotesi di collegamento con la realtà di questi giorni. Ognuno ne ricaverà una personale sensazione. Certo è che la storia la scrivono i vincitori, per almeno 200 anni dai fatti. Quindi la pubblicazione è limitata, nelle intenzioni, ad una mera esercitazione alla riflessione in giorni in cui non c'è molto da fare.

ADDIO AD ALESSANDRO MACARI. RACCONTÒ IL GLAMOUR CON STILE E PASSIONE

Un uomo di classe, di stile, una persona squisita e sempre a modo, oltre che un grande giornalista e un professionista esemplare in tutto ciò a cui si è dedicato nella sua vita.

Alessandro Macari non c’è più, se n’è andato all’improvviso lasciando dolore e sgomento in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, anche solo per una volta; perché se trascorrevi del tempo in sua compagnia, anche poco, sicuramente non l’avresti più dimenticato.

Grande appassionato ed esperto di motori, immancabile testimone dei grandi eventi dedicati alla moda, alla cultura, e alla creatività italiana, Alessandro ha rappresentato il lato più glamour della nostra redazione, impreziosendo i suoi servizi e le sue interviste, sempre precise e puntuali, con grandi dosi di simpatia e ironia.

Alessandro Macari Retesette

Una carriera, la sua, iniziata nella carta stampata fin dai primi anni ’70, con una parentesi anche nelle industrie ottiche – Gli occhiali erano il suo inconfondibile marchio di fabbrica – e tanti anni in televisione diventando, per la nostra emittente, un punto di riferimento fino all’ultimo giorno della sua vita.

Retesette


Alcuni grandi eventi, si dice, non iniziavano neanche finché non si presentava Alessandro, con la sua affabilità e la sua capacità di mettere a proprio agio chiunque avesse a che fare con lui. E sappiamo che anche ora, dovunque si trovi, lo stanno aspettando per l’immancabile intervista, magari su qualche scintillante tappeto rosso.

Addio Alessandro, ci mancherai

Qualche dubbio sulle modalità di controllo e repressione delle inadempienze alle restrizioni per combattere il Corona Virus

Al di là dell'inflazione di news (vere, false, manovrate ecc.), complottismi vari (dalla guerra batteriologica o meglio virale, accordi tra potenti ecc.) sorge spontanea una domanda: questa apparente ulteriore restrizione con una mega multa, senza più risvolto penale, non diminuirà le reali potenzialità di controllo ed imposizione da parte delle Forze dell'Ordine?
Viene da pensare alle strade invase da una POLIEDRICA categoria di veri o falsi nullatenenti (non contagiati o non dimostrabilmente contagiati) che, una volta ricevuto il verbale, lo cestinano.

Assembramenti epoca Corona Virus

Perché con i mezzi "civili" di riscossione sono inattaccabili.
Oppure qualche super benestante che può serenamente rischiare di "perdere" un 3000,00 ogni tanto.

Benestanti epoca Corona Virus

E resteranno a casa i lavoratori (stipendio e/o casa pignorabili). Sperando che dietro all'invenzione non si celi un ulteriore espediente per incrementare le entrate, confidando anche in possibili errori interpretativi dei controlli.

Croce Rossa Italiana - Giaveno (TO)

Si informa che è attivo un nuovo numero telefonico dedicato unicamente alle esigenze della Val Sangone per richiedere il servizio di spesa e farmaci a domicilio per anziani (over 65), persone fragili e immunodepressi:

chiama ora335 5392157

il numero è attivo dalle ore 9.00 alle 18.00.

(La consegna dei generi alimentari verrà effettuata - previ accordi - dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17 - farmaci solo dalle 9 alle 12)

Alessandro Macari
24 Marzo 2020


È morto Alessandro Macari

Ciao Alessandro, noi “Amici per sempre”

Vuoi sapere una cosa buffa, caro Alessandro?
L’altro giorno frugando in un cassetto ho trovato una nostra vecchia fotografia.
Eravamo davanti a Palazzo Nuovo con la tua prima spider, una Austin Midget che più piccola di così non potevano farla .....

Alessandro Macari
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Michela Curcio

Un interessante punto di vista redatto da Michela Curcio sul "DOPO CORONA VIRUS"
(auspicando che ci sia)


«Quando l'epidemia finirà, non è da escludere che ci sia chi non vorrà tornare alla sua vita precedente.
Chi, potendo, lascerà un posto di lavoro che per anni lo ha soffocato e oppresso.
Chi deciderà di abbandonare la famiglia, di dire addio al coniuge o al partner.
Di mettere al mondo un figlio o di non volere figli.
Di fare coming out (mio zio pare lo abbia fatto in questi giorni, ndr).
Ci sarà chi comincerà a credere in Dio e chi smetterà di credere in lui».

David Grossman

Per David Grossman, non è detto che l'emergenza coronavirus non possa insegnarci a essere più umani.
Il celebre scrittore israeliano ha affidato la sua riflessione a una lettera tradotta da Alessandra Shomroni.

Pur non minimizzando la situazione e definendo l'epidemia da Covid-19 «più forte di qualsiasi nemico in carne e ossa che abbiamo affrontato o di qualsiasi supereroe che abbiamo mai immaginato o visto nei film», Grossman non crede che il mondo uscirà sconfitto da questa pandemia.
«Siamo - scrive l'autore di Che tu sia per me il coltello - sofisticati, computerizzati, equipaggiati con uno stuolo di armi, vaccinati, protetti dagli antibiotici».

Che il coronavirus sia stato sottovalutato, però, è innegabile.
Prosegue Grossman: «Di brutto sogno in brutto sogno sono gli uomini a passare... pensavano che tutto per loro fosse ancora possibile, il che presumeva che i flagelli fossero impossibili. Continuavano a fare affari, programmavano viaggi e avevano opinioni. Come avrebbero potuto pensare alla peste che sopprime il futuro?» Tra dati e paura di non sopravvivere alla pandemia, nelle nostre vite oggi va in scena un dramma che Grossman definisce quasi biblico. «Una certa percentuale della popolazione - dice lo scrittore - morirà. Negli Stati Uniti si parla di un milione di probabili decessi. La morte è tangibile».
E ancora: «Sulle prime hanno proclamato "cancelliamo i voli". Poi hanno chiuso i bar, i teatri, gli asili, le scuole, le università. L'umanità spegne i suoi lampioni l'uno dopo l'altro».

Secondo Grossman, però, quando l'emergenza sarà finita, l'umanità ne uscirà migliore perché consapevole della sua fragilità e della caducità della vita.
Uomini e donne fisseranno nuove priorità e impareranno a distinguere meglio tra ciò che è importante e ciò che è futile.
«Ci sarà - spiega - chi, per la prima volta si interrogherà sulle scelte fatte, sulle rinunce, sui compromessi. Sugli amori che non ha osato amare. Sulla vita che non ha osato vivere. Uomini e donne si chiederanno perché sprecano l'esistenza in relazioni che provocano loro amarezza. Ci sarà forse chi si domanderà perché israeliani e palestinesi continuino a lottare a distruggersi la vita a vicenda da oltre un secolo, in una guerra che avrebbe potuto essere risolta da tempo».

E conclude: «Ci sarà forse chi, osservando gli effetti distorti della società del benessere, si sentirà nauseato e fulminato dalla banale, ingenua consapevolezza che è terribile che ci sia gente molto ricca e tanta altra molto povera. Che è terribile che in un mondo opulento e sazio non tutti i neonati abbiano le stesse opportunità. E forse anche i mass media, presenti in modo quasi totale nelle nostre vite e nella nostra epoca, si chiederanno con onestà quale ruolo abbiano giocato nel suscitare il generale senso di disgusto che provavamo prima dell'epidemia».

Peste manzoniana Peste manzoniana

Entro il 2020 gireremo con mascherine e guanti per via di un’epidemia di polmonite.

Mascherine chirurgiche, guanti di gomma e una patologia che attacca i canali bronchiali e sembra refrattaria a ogni tipo di cura: nelle parole di Sylvia Browne si possono leggere richiami a eventi e fatti sfortunatamente attuali.
Pubblicate in un libro edito nel 2004

La sensitiva ha aggiunto che:
"dopo aver provocato un inverno di panico assoluto, quasi in maniera più sconcertante della malattia stessa, improvvisamente svanirà con la stessa velocità con cui è arrivata, tornerà all’attacco nuovamente dopo dieci anni, e poi scomparirà completamente”.

In questi giorni di emergenza, lettori e siti di tutto il mondo, stanno rileggendo le parole di Browne per capire la possibile fondatezza della profezia.

Statistica, Calcolo delle Probabilità e Covid 19
di Giorgio Bagnasco

Ormai da settimane su qualunque mezzo di informazione, cartaceo o virtuale, non vediamo altro che analisi statistiche dei dati sul trend dei contagi, dei guariti e dei morti da Covid 19; ma quali sono corretti?
Come capirne qualcosa e a chi credere?
In primo luogo il tema è medico e deve essere trattato da medici e da analisti che con i medici lavorano e che possono usare i dati con criterio; da loro attendiamo una e una sola risposta alla seguente domanda:
i guariti sono immunizzati in maniera duratura?
Se la risposta è SI, come nella totalità dei virus noti, allora è solo questione di tempo e tutto tornerà alla normalità.
Se la risposta è NO, la situazione potrebbe per davvero avere esiti catastrofici.
L’esperienza cinese, su questo aspetto, ci rassicura.

Un corretto isolamento consentirà alle strutture sanitarie, pur con fatica e sacrificio, di far fronte al picco di contagio, offrendo l’assistenza necessaria a chi richiederà terapie rianimatorie rapide e intensive.

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Nove Marzo duemilaventi

Questo ti voglio dire ci dovevamo fermare.
Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti ch’era troppo furioso il nostro fare. Stare dentro le cose.
Tutti fuori di noi.
Agitare ogni ora – farla fruttare.

Ci dovevamo fermare e non ci riuscivamo.
Andava fatto insieme.
Rallentare la corsa.
Ma non ci riuscivamo.
Non c’era sforzo umano che ci potesse bloccare.

E poiché questo era desiderio tacito comune come un inconscio volere - forse la specie nostra ha ubbidito slacciato le catene che tengono blindato il nostro seme. Aperto le fessure più segrete e fatto entrare.
Forse per questo dopo c’è stato un salto di specie – dal pipistrello a noi.
Qualcosa in noi ha voluto spalancare.
Forse, non so.

Adesso siamo a casa.
È portentoso quello che succede.
E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.
Forse ci sono doni.
Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.
C’è un molto forte richiamo della specie ora e come specie adesso deve pensarsi ognuno. Un comune destino ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene.
O tutti quanti o nessuno.

È potente la terra. Viva per davvero.
Io la sento pensante d’un pensiero che noi non conosciamo.
E quello che succede? Consideriamo se non sia lei che muove.
Se la legge che tiene ben guidato l’universo intero, se quanto accade mi chiedo non sia piena espressione di quella legge che governa anche noi – proprio come ogni stella – ogni particella di cosmo.

Se la materia oscura fosse questo tenersi insieme di tutto in un ardore di vita, con la spazzina morte che viene a equilibrare ogni specie.
Tenerla dentro la misura sua, al posto suo, guidata. Non siamo noi che abbiamo fatto il cielo.

Una voce imponente, senza parola ci dice ora di stare a casa, come bambini che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa, e non avranno baci, non saranno abbracciati.
Ognuno dentro una frenata che ci riporta indietro, forse nelle lentezze delle antiche antenate, delle madri.

Guardare di più il cielo, tingere d’ocra un morto. Fare per la prima volta il pane. Guardare bene una faccia. Cantare piano piano perché un bambino dorma. Per la prima volta stringere con la mano un’altra mano sentire forte l’intesa. Che siamo insieme.
Un organismo solo. Tutta la specie la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.

A quella stretta di un palmo col palmo di qualcuno a quel semplice atto che ci è interdetto ora - noi torneremo con una comprensione dilatata.
Saremo qui, più attenti credo. Più delicata la nostra mano starà dentro il fare della vita.
Adesso lo sappiamo quanto è triste stare lontani un metro.

Mariangela Gualtieri


DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 9 marzo 2020

leggi il Decreto

Coronavirus, la matematica del contagio che ci aiuta a ragionare in mezzo al caos

C’è un numero, diverso per ogni malattia, che si chiama «erre con zero» e indica le persone che, in media, ogni individuo infetto contagia: se quella cifra è inferiore a 1, la diffusione si arresta da sola


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La Croce Rossa Italiana ci informa sul CoronaVirus

Per consigli contattare il numero verde:

800 - 065510

Per ulteriori informazioni visita il sito www.cri.it/Coronavirus

IL CORONAVIRUS FA DAVVERO COSÌ PAURA? I COMMENTI (SCETTICI) DEI TORINESI


Molta gente in strada a Torino non è convinta del reale pericolo rappresentato dal coronavirus: si sottolinea il rischio di un eccessivo allarmismo, mentre non mancano coloro che non credono ai contagi e addirittura all’esistenza stessa del virus

Italia's got talent, delirio per il golden buzzer di Joe Bastianich al Sunshine Gospel Choir

Al termine dell'esibizione del Sunshine Gospel Choir,
Joe non solo ha garantito al coro gospel un innegabile "sì" - come del resto gli altri giudici - ma ha spedito il gruppo torinese direttamente in finale schiacciando il golden buzzer.
Emozioni alle stelle per l'esibizione del coro, ma anche per la performance da autentico showman con cui Bastianich coinvolge il pubblico.

Si chiamano Sunshine Gospel Choir, e da vent’anni cantano a Torino.
Fondato e diretto da Alex Negro, ha all’attivo centinaia di concerti in Italia e all’estero, in location prestigiose e atipiche.

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Solo la chirurgia plastica non basta
Intervista al Dott. Daniele Bollero


Negli ultimi anni la chirurgia plastica ha visto un notevole aumento di pazienti sia per procedure di tipo ricostruttivo che estetiche.
Questa specialità chirurgica ha nel risultato finale un punto fondamentale di valutazione della qualità del lavoro.
Il chirurgo plastico moderno sa benissimo che l’esito del suo intervento chirurgico non è soltanto legato all’atto chirurgico stesso ma anche ai trattamenti successivi.
Un adeguato approccio al gonfiore (edema) post-operatorio e alla cicatrice residua permettono di valorizzare il lavoro del bisturi.

“Lo dico sempre ai miei pazienti, per un risultato ottimale in chirurgia plastica, il 70% del lavoro lo fa il chirurgo plastico, il 30% i pazienti attenendosi alle regole del post-operatorio” ” ci racconta il Dottor Daniele Bollero, noto chirurgo plastico torinese.

Il Dottor Bollero nella sua esperienza sia nel campo della ricostruttiva che dell’estetica crede molto in un approccio a 360°.
Dopo la parte chirurgica, per la gestione dell’edema molto spesso si usano le guaine elastocompressive con lo scopo sia di riposizionare adeguatamente i tessuti sia di ridurre il gonfiore post-operatorio.
Le guaine, usatissime dopo interventi come la liposuzione e l’addominoplastica, devono essere indossate per almeno 30 giorni dopo intervento. Anche gli interventi al seno necessitano di reggiseni speciali, rinforzati e con chiusura sul torace per permettere un adeguato posizionamento dei tessuti e/o delle protesi.
Per questo motivo, vista l’importanza, le guaine devono essere scelte adeguatamente sia come qualità dei materiali che per la validità della compressione.
In una seconda fase dopo l’intervento occorre impostare un’adeguata terapia della cicatrice residua. Già! Perché il chirurgo plastico la cicatrice la fa. Magari la nasconde, magari usa suture più eleganti ma la cicatrice ci sarà. Allora tanto vale curarla per avere meno segno possibile.
Dottor Bollero qual è il miglior trattamento della cicatrice? “E’ il silicone. E quando si parla di silicone in chirurgia plastica subito si pensa alle protesi mammarie ma il maggiore uso in termini di richieste è quello legato al trattamento delle cicatrice attive, quelle rosse per intenderci”.
L’utilizzo del silicone nel postoperatorio diventa fondamentale per ridurre il rosso della cicatrice e prevenire l’evoluzione della cicatrice verso l’ipertrofia o il cheloide.
Normalmente viene utilizzato dopo circa un mese dall’intervento, proprio nel periodo in cui inizia l’arrossamento della cicatrice. Il silicone può essere in gel o in cerotto a seconda della zone anatomiche interessate.
La cicatrice può rimanere attiva per mesi e il silicone permette di ridurre il tempo dell’attività cicatriziale e prevenire l’eventuale insorgenza di cicatrici patologiche come le cicatrici ipertrofiche e i cheloidi.
E allora Dottor Bollero quando si vedrà il risultato finale dell’intervento chirurgico dopo guaine e silicone? “ Il risultato estetico o funzionale sarà visibile fin da subito ma non stabile. Il ruolo delle guaine e del silicone si inserisce nel pacchetto che il chirurgo plastico prepara per poter fornire al paziente il miglior risultato possibile. Ci potrà essere anche spazio per il fisioterapista e per il personal trainer in un’ottica di un miglioramento globale del paziente che valorizzerà il risultato del mio intervento chirurgico. A 3-6 mesi potremmo tirare le somme del nostro intervento, far posare il paziente per le foto cliniche di rito per valutare insieme il prima e dopo”.
Sicuramente un approccio serio questo consigliato dal Dottor Bollero dove si evidenzia che un ottimo chirurgo plastico si circonda di protocolli di primo piano insieme a materiali di qualità che concorrono al raggiungimento della soddisfazione del paziente.


Il Salotto della Salute, ogni secondo mercoledì del mese alle 15.30 su Rete 7 - tasto 12 del tuo telecomando

Per informazioni sui prodotti consigliati in questa intervista (guaine per liposuzione, reggiseni post operatori, ecc.)
telefonare 011 221 60 60 - email salotto.della.salute@7live.tv

Athena, il Salotto della Salute

È partita su Rete 7Retesette sul canale 12 del vostro televisore,

la trasmissione Athena, il Salotto della Salute


La trasmissione avrà cadenza mensile, ogni secondo mercoledì del mese alle 15:30.

Saranno ospiti dei conduttori, Valter e Corrado Iozzelli,
medici specialisti che risponderanno alle domande del pubblico da casa.


Gli argomenti della trasmissione saranno anche trattati in una serie di articoli che saranno pubblicati sul free press
In Alta Valle TODAY

Alta Valle TODAY


Per informazioni sui prodotti consigliati nelle trasmissioni, per conoscere gli ospiti previsti e gli argomenti trattati potete chiamare lo 011 221 60 60 o scrivere a salotto.della.salute@7live.tv

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PANNUNZIO INFORMA
Puntata 7 del 13 febbraio 2020


Conduce la Dott.ssa Mara Antonaccio

Consigliera del Centro Pannunzio

Prima e Seconda parte
Ospite in studio:

  • Avv. Anna Vittoria Chiusano
    Avvocato del Foro di Torino

Terza parte
Ospiti in studio:

  • Maria Luisa Alberico
    Giornalista e Sommelier
  • Elisabetta Cocito
    Storica della Cucina

Quarta parte
Ospiti in studio:

  • Adriana Rizzo
    Segretaria del Centro Pannunzio
  • Gabriella De Blasio
    Collaboratrice del Centro Pannunzio
Dottoressa Mara Antonaccio

MARA ANTONACCIO, IL SUO LAVORO, I SUOI LIBRI

Sono nata a San Severo, al centro del Tavoliere della Puglia, nel 1963, mi sono trasferita a Torino dalla fine degli anni ’70; qui ho compiuto i miei studi universitari di Biologia e Medicina e vivo la mia vita lavorativa; svolgo la professione di Biologa Nutrizionista e sono esperta dell’età evolutiva, della nutrizione sportiva, delle patologie legate all’alimentazione; sono da sempre appassionata di scrittura, Antropologia e Sociologia, mi occupo, in qualità di Giornalista, dei rapporti tra Media, Industria e Società e dei costumi alimentari delle popolazioni nel Mondo. Spinta da questa curiosità mi piace osservare i comportamenti delle persone, le loro abitudini alimentari e il modo in cui si approcciano a questo importante sostegno di vita, inoltre mi piace raccontare i miei studi e le mie osservazioni nelle lezioni, nei convegni e nelle lezioni che organizzo e tengo e nei libri che scrivo. Di cibo se ne parla e se ne vede anche troppo, sovente a sproposito, nel mio libro “Il cibo all’alba del millennio”, ho voluto affrontare l’argomento sul piano storico e scientifico. Il cibo infatti non è solo nutrimento ma cultura, identità di popoli e nazioni, strumento sociale e regolatore dei rapporti familiari e interpersonali. Nel libro si parla di tradizioni legate al cibo, di biologia della nutrizione, di come il cibo condizioni le città e i lavoratori. Da qualche tempo, oltre che dei pazienti che vogliono migliorare la propria alimentazione o dimagrire, mi occupo della salute alimentare dei lavoratori, il cosiddetto “welfare nutrizionale di impresa”; questo tema specifico e specialistico rappresenta l’esigenza di formare operatori-lavoratori che vivano in un ambiente sereno e salubre, che permetta loro di esprimere competenze e creatività e in questo il ruolo della sana alimentazione è fondamentale: dipendente felice = dipendente più produttivo.

Mangiare bene al lavoro vuol dire ammalarsi meno, ridurre l’assenteismo e migliorare la produttività, inoltre l’ottenimento del benessere sul luogo di lavoro e la cura dei lavoratori rientra tra gli atteggiamenti virtuosi di un’Impresa al passo con i tempi. Il benefit più importante è la salute! Molto spesso sul lavoro il cibo viene utilizzato come sfogo o come compensazione delle difficoltà quotidiane legate ai ritmi lavorativi o ai rapporti con i colleghi; il mio ruolo è portare equilibrio tra stress, cibo, colleghi e datori di lavoro.

Per facilitare questo compito a tutti gli interessati ho appena pubblicato il mio ultimo libro: “il cibo da scrivania”, un manuale pratico rivolto ai lavoratori di ogni tipo e mansione, con schemi dietetici diversi per ogni lavoro e con ricette e tanti consigli per ridurre stress e cattivi comportamenti alimentari.

Chi volesse saperne di più può leggere i miei scritti, visitare le mie pagine facebook “dottoressa Antonaccio o Mara Antonaccio” o ficcanasare sul mio sito web www.antonaccio.it, oppure venirmi a trovare nel mio studio di Rivoli.

Ricordate che mangiare bene è il modo migliore per restare in salute e vivere a lungo!


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